
Il cambiamento. Questo il termine più utilizzato nei commenti di questo blog, quello più ricorrente ascoltando amici e gente comune del nostro piccolo paese. Rinnovamento, nuovo corso, volti nuovi, mandare a casa e tante altre forme colorite per esprimere quest’unanime volontà politica per Vietri.
Un ciclo politico che dura da decenni sta indecorosamente finendo il suo cammino. Una miopia politica, l’egoismo e l’indifferenza verso le aspettative della gente, ha nel tempo scavato un solco profondo tra le istituzioni e la nostra comunità, la negazione dei principi democratici di base è clamorosamente mancata. Se aggiungiamo tante scelte sbagliate e incompetenza “marchiana”, ci spieghiamo, in parte, l’univocità di pensiero che richiede a grande voce “il cambiamento”.
Quale cambiamento si auspicano i Vietresi?
E’ evidente! Delle persone che da troppi anni sono al timone del comune e che si ritiene abbiano fatto il loro tempo, in pratica la maggioranza di quelli uscenti. Si muove a queste persone la colpa di avere avuto tempo e modo per dare a Vietri un volto diverso da quello che oggi ci troviamo a vivere. Gli interessi di parte, personali e di qualche categoria (ceramiche, stabilimenti, edilizia) al solo scopo di consenso hanno avuto il sopravvento su quelli reali della comunità; l’arroganza e spesso l’appropriazione indebita del mandato elettorale hanno pericolosamente minacciato l’integrità legale e politica delle istituzioni, i cui abusi e illegalità strisciante e diffusa ne rappresentano la cartina al tornasole. S’intuisce la difficoltà a mettere in chiaro delibere e determine, ma anche la difficoltà di fare chiarezza su diverse importanti questioni (acqua, villa comunale, parcheggi, Vetri sviluppo) che nella loro gestione evidenziano quest’andamento misterioso di condurre l’azienda pubblica per eccellenza. Il Municipio.
Si chiede il cambiamento di tutto questo sistema. Un taglio netto e deciso a quest’andazzo delle cose. Una politica che rispecchi la realtà del territorio e le sue esigenze principali. Che sia fatta da persone che rinnovino una coscienza civica collettiva, il ripristino delle regole e riportino l’istituzione al centro della vita amministrativa. Inoltre capacità, impegno, senso delle responsabilità e tanta motivazione ed entusiasmo completano l’identikit del nuovo corso che ci aspettiamo.
Il nuovo gruppo dirigente deve essere coeso e bandire gruppi e gruppetti, che in genere sono solo portatori d’interesse di parte, e che per questo ragione ci fanno assistere ad altalene politiche ridicole e contraddittorie che Vietri non può permettersi se vuole guardare a un futuro diverso.
In che modo cambiare? Saranno i volti nuovi, le persone giuste? Avranno un vero peso nel tanto auspicato cambiamento o saranno volti nuovi per una vecchia politica?
Tante domande, pensieri, considerazioni ci porterebbero a fare questi quesiti. Il rischio di un falso cambiamento è grande. Ricorda un amico di piazza che nel programma di quattro anni fa della lista Nuovo Municipio (già il nome è risultato ingannevole) si riproponeva l’impegno di rinnovare la classe politica dirigente! La solita astuzia che regna sovrana da decenni; i “caporali” che all’ultimo momento inseriscono volti nuovi nella loro lista pronti al sacrificio. Per l’ignaro amico forse qualche piccolo piacere di ricompensa! Tanto di questo nuovo negli ultimi decenni, tanti giovani illusi, bruciati e spazzati via da questa “foibe” politica vietrese.
La prossima elezione decreterà, cari amici di piazza, la giornata del martirio civile e sociale di altri nostri “nuovi” amici candidati e propongo di deporre una corona d’alloro sotto il portone del comuneE allora il destino è segnato?
Non voglio assolutamente intendere questo, mi riguardo bene, anzi vi richiamo a un governo di unità vietrese, bipartisan, tripartsisan, come volete, non è un simbolo o un’identità politica che favorirà il cambiamento, ma tutta la comunità civile responsabile (ricordate l’opinione pubblica).
Il nuovo va preparato, come anche le persone, che vanno messe nelle condizioni di sentirsi sicure, decise, sicure nel confronto contro ogni strumentalizzazione e ostruzione che qualche residuato e nostalgico “caporale” cercherà di riproporre come ultimo e unico baluardo al nuovo che avanza.
Partire oggi forse è già troppo tardi, ma preparare il nuovo, spero tanti giovani ,in un percorso che insegni a gestire i conflitti, alla discussione e dibattito, alla gestione e soluzione dei problemi, alla capacità di decidere, al senso civico e legalità, e doveroso tentarlo. Il resto sono solo tecnicismi e prassi burocratiche che un giovane laureto imparare in pochi mesi (ci sono persone che da trent’anni amministratori non conoscono le regole basilari).
E’ dura, condivido, ma non impossibile. Diversamente prepariamoci al solito banchetto, menù “classico” di nuovo solo il conto, tanto caro e salato per noi Vietresi fautori del “cambiamento”.